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Blog Aziendale vs Pagina Facebook: 2-0 a tavolino

Video, video e ancora video. Perlopiù comici, di denuncia o di intrattenimento in genere. Questo è ciò che si visualizza da qualche giorno, scorrendo la home del proprio profilo social. La scelta non dipende dalla piattaforma bensì dagli utenti, che condividono, com’è naturale che sia, quei filmati che maggiormente stimolano una reazione.

Non è un bel vedere per coloro che attraverso la piattaforma di Mark Zuckerberg erano abituati a informarsi con il semplice scrolling dello schermo del proprio smartphone. Non era necessario cliccare, in genere bastava il titolo per capire se il contenuto del link fosse interessante o meno.

Meno notizie dalle pagine Facebook

Adesso, invece, per visualizzare le notizie pubblicate su una determinata pagina, non basta più un semplice like alla pagina stessa, ma è necessario anche selezionare l’opzione “Mostra per primi”. Tutta “colpa” del recente upgrade dell’algoritmo che regola la piattaforma social più famosa e utilizzata del pianeta.

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A questo punto viene da domandarsi se sia davvero finita anche l’era della pubblicizzazione di brand e prodotti sulle pagine fan di Facebook, poiché, a meno che non si abbia la disponibilità di consistenti somme in denaro da investire in altrettanto consistenti campagne di fan acquisition, piuttosto che per la sponsorizzazione di vostri post promozionali, “Zuck” sembrerebbe aver chiuso un po’ i rubinetti in termini di profili raggiunti dagli aggiornamenti delle pagine.

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Che fare?

Il quesito da porsi, pertanto, è il seguente: non serve più invitare gli amici a cliccare like sulla nostra pagina, né comunicare su di essa novità, offerte e promozioni attraverso un post, un video, una diretta? Può anche darsi, magari la situazione non è così grave come sembra, sta di fatto che per capire il cambio di marcia basta pigiare la celebre “F” sullo smartphone e dare un’occhiata alla home.

Fortunamente, come spesso accade, non tutti i mali vengono per nuocere. Per ovviare al problema, difatti, in attesa di notizie da Menlo Park California, potete in un certo senso riscoprire un vecchio amico che visse il suo boom nel primo decennio del XXI secolo, il blog.

blog Blog Aziendale vs Pagina Facebook: 2-0 a tavolino

I blog nei primi anni 2000

Vi ricordate quelle piattaforme che permettevano a tutti, gratuitamente e con pochi click, di aprire e personalizzare uno spazio web per raccontare storie, viaggi, emozioni, insomma la propria vita? Ecco, ripartite da lì, magari sfruttando il vostro sito, e aggiungete qualche particolare decisamente rilevante rispetto ai primi duemila, come ad esempio la crescita spropositata degli utenti collegati in Rete, una percentuale che non si riesce a quantificare per quanto è grande.

Nei primi anni del terzo millennio, tra l’altro, non c’erano gli smartphone e nessuno era collegato a internet con il telefono. Non solo: erano in pochi ad avere l’ADSL e in tanti a navigare con il 56K, dovendo quindi prestare attenzione a non stare troppo su internet per evitare di farsi recapitare bollette astronomiche. Insomma, il potenziale di un blog era molto limitato.

Oggi, invece, con la totalità dell’umanità (almeno per quel che riguarda i cosiddetti paesi sviluppati) collegata a internet, il blog aziendale può rivelarsi un’arma vincente e decisamente migliore di una pagina social.
Ma cos’è questo benedetto blog aziendale? In pratica, è un giornale on-line che parla solo di voi, della vostra azienda, dei vostri prodotti, di tutto ciò che riguarda l’ambito in cui operate. I contenuti al suo interno non vanno proposti in modo brutalmente commerciale, ma con un obiettivo molto più alto: comunicare.

Come pubblicare su un blog

I testi pubblicati su un blog aziendale devono essere selezionati e curati meticolosamente, ma soprattutto devono avere un valore per il lettore, che può essere già un vostro cliente (e quindi dovete fidelizzarlo), oppure un vostro potenziale cliente (e quindi dovete conquistarlo).

Nel blog aziendale, ad esempio, potete spiegare in un modo più informale e di facile comprensione il funzionamento di un vostro prodotto. Oppure, potete proporre le vari modalità di utilizzo per lo stesso prodotto. E ancora, aggiornamenti sulle novità in arrivo, confronti con i competitors, insomma ogni aspetto del ciclo aziendale trattato sotto il punto di vista giornalistico, il che, naturalmente, è molto più interessante di un libretto d’istruzioni.

L’unica regola che dovete ricordare, a parte la redazione di testi SEO, alias ottimizzati per i motori di ricerca (altro aspetto che nei blog dei primi anni duemila era pressoché sconosciuto), è il tono con cui scrivete: non siate mai autoreferenziali, perché non state diffondendo uno spot. Al contrario, mettete sempre al centro il contenuto e soprattutto il lettore, che, lo ripetiamo, al termine della lettura dell’articolo deve essere convinto di aver speso bene il tempo che vi ha dedicato.

Quattro vantaggi del blog aziendale

Dopo questa doverosa premessa, parlare dei “pro” di un blog aziendale diventa quasi irrilevante. Ma poiché la chiarezza non è mai troppa, vi segnaliamo quattro vantaggi fondamentali che dovrebbero convincervi definitivamente: indipendenza, traffico, prestigio, targettizzazione.

Indipendenza, perché se sul social dipendete da una piattaforma standard, sul blog siete a casa vostra. Nessun altro al mondo, infatti, avrà la vostra stessa interfaccia, perché anche se lo stesso template di WordPress è accessibile a ogni essere umano connesso alla rete, i contenuti e le personalizzazioni cambiano sempre rendendo unico ogni sito web.

Traffico, in poderoso aumento per il vostro sito web con un blog aziendale integrato al suo interno. D’altro canto i conti sono facili da fare: se il vostro sito conterrà uno spazio simile a un notiziario, con aggiornamenti quotidiani o quasi, l’utente che vi conosce sarà invogliato a tornare per scoprire cosa c’è di nuovo, mentre quello che non ha mai sentito parlare di voi potrà trovarvi con una semplice ricerca su Google (se avrete fatto un buon lavoro SEO).

Prestigio, perché con un blog aziendale non sarete più dei bottegai che si spacciano per imprenditori, ma avrete un pubblico dinanzi al quale vi proporrete con coraggio ed umiltà, diventando a poco a poco sempre più autorevoli, fino a trasformarvi in autentici guru.

Targettizzazione, perché se sul social passate davanti agli occhi di centinaia di persone che magari non sanno cosa farsene dei vostri prodotti, con un blog aziendale ben posizionato su Google saranno quasi esclusivamente i vostri potenziali clienti a trovarvi.

Ci sono anche i “contro”, naturalmente, ma dipendono esclusivamente dalla cura e dalla costanza con cui aggiornerete (o farete aggiornare) il vostro blog.

Conclusioni

In definitiva, il corporate blog è uno spazio molto utile, grazie al quale l’azienda non solo può dedicarsi in modo più incisivo al proprio costumer care, ma può anche farsi conoscere meglio e conquistare nuova fette di mercato, persino in luoghi impensabili. Naturalmente, il tutto deve essere curato da persone in grado di tradurre in gergo web, ovvero informale e senza impegno, ciò che l’azienda ha la necessità di comunicare.

Ecco, ora avete tutte le info per costruire il blog che trainerà la vostra azienda verso nuovi grandi traguardi. Un’ultima raccomandazione: affidatelo a chi conosce il mestiere e non al primo che capita. Pensare che fare comunicazione sia facile o, peggio ancora, che tutti possano farla, è lo spartiacque tra due mondi: quello del successo e quello della presunzione.

m.taricapone@verdana.it

Laurea in Economia indirizzo Marketing alla LUISS Guido Carli di Roma, Master in Comunicazione d'Impresa ad Accademia di Comunicazione di Milano, specializzazione in Web Design allo IED di Roma. Ha curato progetti web per importanti aziende e istituzioni, tra cui Accenture, Gruppo Unipol, Associazione Bancaria Italiana, Anas, Roma Capitale e Protezione Civile. Founder & CEO di Verdana Srl, è editore del network di testate telematiche Ciociaria24 e proprietario delle testate Consumerismo.it e TheStartupper.it.