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Come modificare le campagne pubblicitarie su Facebook dopo l’upgrade dell’algoritmo

Vi ricordate i bei tempi, quelli in cui, a fronte di un investimento pari a un centinaio di euro, si ottenevano valanghe di like? Oppure quelli in cui si invitavano un migliaio di persone a cliccare “Mi Piace” e almeno un 30% lo facevano? Bene, dimenticateli.

La situazione attuale

Attualmente se avete un profilo con 5 mila amici e li invitate tutti a cliccare like alla vostra pagina, possa quest’ultima essere anche di grandissimo interesse, non andrete oltre i 2/300 like, click in più click in meno. Come mai? Mistero della fede, o magari dell’algoritmo, che è sempre meno propenso a promuovere brand, iniziative, ma anche semplici pagine per ridere pubblicate sul social.

E pensare che la maggior parte di noi, a parte qualche improbabile maestro di vita o improbabilissimo detentore della verità assoluta, che si incontra qua e la scorrendo la home, quando apre Facebook lo fa più che altro proprio per farsi due risate o per informarsi, insomma per staccare un attimo. Chi se ne importa, dicono da Menlo Park California: da qualche giorno la piazza virtuale ideata da Mark Zuckerberg predilige le interazioni con i nostri amici social piuttosto che con giornali, aziende, partiti, personaggi, pagine comiche e quant’altro.

Come modificare la campagna

Dunque le campagne Facebook Ads sono da scartare? Assolutamente no! Bisogna solo apportare delle modifiche. I cento euro di cui sopra, ad esempio, non devono più essere investiti solamente per la classica operazione di fan acquisition sulla nostra pagina, ma utilizzati in modo più strategico, cercando di portare dalla nostra parte il comportamento dell’algoritmo.

Esempio: vengono favorite le community più reattive, ovvero l’interazione di e tra utenti? Bene, allora destineremo una parte del nostro budget alla sponsorizzazione di uno o più post, che, naturalmente, dovranno essere studiato ad hoc per ottenere i classici due piccioni con una fava, ovvero un riscontro sia dal punto di vista commerciale, alias visibilità, sia dal punto di vista della simpatia da parte dell’algoritmo, che tradotto brutalmente vuol dire interazioni degli utenti con il nostro post.

Insomma, dobbiamo essere bravi a proporre qualcosa che sia in grado di stimolare all’azione il pubblico, perché da oggi le paroline magiche della piattaforma social più famosa del mondo sono due: engagement rate. Traduzione: più saremo bravi a coinvolgere le persone, stabilendo con esse un legame molto forte e senza limitarci a un gelido messaggio commerciale, più l’algoritmo di Facebook premierà la nostra iniziativa facendola vedere a più profili. E a quel punto il gioco sarà fatto, ma soprattutto l’obiettivo sarà raggiunto.

Chi parte da zero e chi no

Attenzione: è ovvio che per la riuscita della sponsorizzazione di un post è necessario comunque avere un’ampia fanbase, altrimenti stiamo parlando di aria fritta. In altre parole, se la vostra pagina non ha molti like è necessario aumentarli cominciando con una possente campagna di fan acquisition, che magari vi costerà qualcosa in più rispetto al passato, ma che, una volta raggiunto il vostro obiettivo numerico, potrete continuare a far crescere con campagne di sponsored post.

Ricapitolando: se avete una pagina già consolidata, potete passare direttamente alla fase due, frazionando il budget in due parti, una per continuare la fan acquisition e un per attivare campagne di sponsored post che potranno aumentare la vostra brand awareness piuttosto che generare una lista di generare una lista di potenziali clienti interessati ai vostri prodotti o servizi, la cosiddetta lead generation. Se invece partite da zero, dovete iniziare con la fase uno, ovvero con una consistente campagna di fan acquisition.

Prendetela molto sul serio

Detto ciò non vi resta altro da fare che… darvi da fare! Un’ultima cosa: non vi aspettate grandissimi risultati con post banali o scontati, non scaricate tutta la responsabilità del successo o dell’insuccesso della vostra campagna sul budget. Dovete colpire al cuore chi sta leggendo il vostro annuncio, attirare la sua attenzione, conquistare qualche secondo del suo prezioso tempo.

Dott. Marco Tari Capone
Dott. Marco Tari Capone
Founder & CEO @Verdana
Laurea in Economia indirizzo Marketing alla LUISS Guido Carli di Roma, Master in Comunicazione d'Impresa ad Accademia di Comunicazione di Milano, specializzazione in Web Design allo IED di Roma. Ha curato progetti web per importanti aziende e istituzioni, tra cui Accenture, Gruppo Unipol, Associazione Bancaria Italiana, Anas, Roma Capitale e Protezione Civile. Founder & CEO di Verdana Srl, è editore del network di testate telematiche Ciociaria24 e proprietario delle testate Consumerismo.it e TheStartupper.it — m.taricapone@verdana.it