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L’utilizzo dei Social Media in campagna elettorale

Hai mai seguito la campagna elettorale di un candidato a Sindaco, al Consiglio Regionale o al Parlamento? No? Beh, allora ti faccio una sintesi di quelle che sono state finora le mie esperienze.

Devi sapere anzitutto che si tratta un’esperienza sì stressante, ma nel contempo davvero gratificante, indipendentemente dal risultato. Soprattutto, è un’esperienza formativa. Quando si lavora per la Politica, difatti, si ha a che fare con situazioni che tornano utilissime in tutti gli altri settori, ciò significa che operando in tale contesto con passione e concentrazione, tu vincerai comunque… anche se il candidato non verrà eletto. Se poi sarà anche eletto, prepara le zavorre perché rischierai di camminare a uno/due metri da terra.

Ma veniamo al dunque. In una campagna elettorale, come puoi facilmente immaginare, oramai rivestono un ruolo di primissimo piano i Social, strumenti straordinariamente performanti, ma anche incredibilmente deleteri. Qualsiasi post va studiato a fondo, non solo in base a ciò che vuole comunicare il candidato, ma anche e soprattutto relativamente al tipo di reazione che potrebbe avere il pubblico. Se hai un minimo di esperienza in ambito Social, sai benissimo cosa intendo: un semplice messaggio testuale può portarti alle stelle, ma ti può anche distruggere inesorabilmente. In altre parole, i nervi scoperti del pubblico si devono saper toccare con la competenza di un meccanico Ferrari.

Parti prima e non a campagna iniziata

Il primo fattore da considerare sono i tempi. Una campagna elettorale si svolge solitamente nell’arco di un mese, ma tu devi iniziare molto prima, impegnandoti a fondare e consolidare il tuo “brand”, perché di questo si tratta. Il tuo obiettivo numero uno è raggiungere più persone possibili, invogliarle a socializzare sulla pagina e fidelizzarle ancora prima di iniziare la battaglia all’ultimo voto. Questo è possibile pensando alla condivisione di contenuti interessanti e in grado di stimolare la gente alla partecipazione attraverso reazioni o commenti, l’unico vero carburante che muove il mondo Social.

Pensa come prima cosa ai contenuti

Ricorda bene una cosa: i contenuti sono sacri! Vanno curati, meticolosamente, alla virgola, perché nel momento in cui si preme il tasto “pubblica” il risultato sarà palese e veritiero, in bene o in male. Traduzione: prima di lanciarsi nell’arena Social, bisogna calcolare le percentuali di rischio al millesimo, simulare a mente tutte le reazioni possibili, valutare il livello di gradimento da parte della rete e persino quanti like potrebbe prendere il post. Solo in seguito deciderai se passare all’azione o pensare a qualcos’altro.

Se hai una buona esperienza Social, completerai tutti questi ragionamenti nel giro di pochi minuti ed a seguire deciderai se passare all’azione o tornare al punto di partenza. In questo caso non preoccuparti dei tempi: non è necessario pubblicare decine di post al giorno, l’esperienza insegna che ne basta anche uno solo, a patto che sia perfetto e quindi magnificamente performante.

Dialoga con il tuo elettorato

Ma come si fa un post perfetto? Solo con l’esperienza e la passione. Molti sanno cosa funziona matematicamente sui Social: ad esempio la reazione di sdegno è una di quelle più facili da ottenere, basta un titolo a effetto, una foto che provochi e il gioco è fatto. Al contrario, pochi sanno invogliare le persone a sforzarsi di esprimere qualcosa. Se pubblicate qualcosa e trovate chi vi dedica qualche minuto del suo tempo per scrivere anche cinque/sei righe di testo, avete fatto centro. La reazione (like, faccina che ride o piange, ecc.) si posta anche sovrappensiero: per scrivere, invece, bisogna riflettere, prestare attenzione.

Stai sereno!

E se si sbaglia? Calma e sangue freddo. L’algoritmo Social scatena cataclismi a velocità supersonica, ma con la stessa velocità fa torna il sereno, non appena lo stesso post diventa vecchio. Se una frase, una foto, un video scatenano l’inferno, a meno che non si tratti di situazioni palesemente gravi, monitorate sempre con calma gli effetti che si verificano a mano a mano, provate a condurre la nave fuori dalla tempesta prima di procedere alla cancellazione, anche perché c’è sempre l’ipotesi delle scuse da non sottovalutare.

l.mascolo@verdana.it

Laurea in Ingegneria all'Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale. E' Content Manager di Verdana Srl.